PER UNA SCUOLA AMICA
SEMINARIO
“PER UNA SCUOLA AMICA”
La maggior parte dei minori napoletani che non va a scuola, lavora quasi sempre precariamente e soprattutto in nero, mentre altri, in particolare nelle aree a rischio, incappano nella microcriminalità. Per questo è necessario contrastare il fenomeno della dispersione scolastica. Lo studio dei dati su questo sintomo di malessere sociale e sui metodi più efficaci da applicare sono stati oggetto di discussione del seminario “Per una scuola amica” che si è tenuto stamane a Palazzo S. Giacomo nella “Sala Pignatiello”. L’evento si inserisce nel campo delle attività promosse dall’Assessorato alle Politiche Sociali – Servizio Politiche per i Minori, l’Infanzia e l’Adolescenza (Ufficio Prevenzione del disagio socio-educativo) svolte in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale per la Campania, l’A.S.L. NA 1 e le realtà del terzo settore.
L’iniziativa ha proposto una riflessione su alcuni percorsi integrati possibili e buone pratiche per avvicinare i ragazzi ad una scuola che sia amica. Purtroppo la semplice frequenza non sempre garantisce il successo formativo degli allievi. L’obbligo scolastico non basta più per far restare i giovani a scuola: servono percorsi d’istruzione e formazione flessibili e personalizzati. L’evasione scolastica, infatti, è sostituita da molte manifestazioni diverse, che vanno sotto il nome di dispersione scolastica: ripetente, bocciatura, frequenza saltuaria, basso rendimento, abbandono scolastico, ritardo rispetto all’età regolare, insuccesso scolastico.
Nell’anno scolastico 2006 -2007 le segnalazioni di dispersione scolastica riguardano 1027 minori. Per contrastarla e favorire l’inclusione sociale dei ragazzi l’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Napoli ha creato un sistema di servizi basato sul concetto di “diritto-dovere” all’istruzione e alla formazione.
Durante il seminario è emerso che spesso la disaffezione e l’allontanamento degli adolescenti dalla scuola dipendono da situazioni familiari multiproblematiche. Nell’anno scolastico 2006/07 i bambini e i ragazzi inadempienti risiedevano soprattutto nelle Municipalità 8 (Chiaiano, Piscinola/Marianella, Scampia), Municipalità 6 (Barra, Ponticelli, San Giovanni a Teduccio), Municipalità 7 (Miano, Secondigliano, San Pietro a Paterno) e 4 (San Carlo all’Arena, Stella). I dati, provenienti dai 21 Centri di Servizio Sociale Territoriali, sono stati raccolti dal Sistema di Monitoraggio, progettato dall’Ufficio Accoglienza Residenziale – progetti integrati per i minori l’associazione Kairos. Alla luce di queste informazioni occorre ricostruire una rete strategica in cui Scuole, Enti locali, ASL, volontariato ed Enti di Formazione si raccordino per analizzare i bisogni educativi del territorio e per elaborare Piani formativi integrati e permanenti. La formazione non deve includere soltanto l’apprendimento, ma deve comprendere anche strumenti di comprensione ed orientamento sociale. È necessario che ciascuna scuola e rete territoriale sia un centro di promozione e organizzazione di progetti per accompagnare ogni studente al successo formativo. Inoltre la scuola deve offrire diverse discipline ed attività, ai fini di un approccio personalizzato. Per combattere e prevenire la dispersione scolastica, però, è fondamentale la partecipazione attiva delle famiglie. La cura del rapporto con le famiglie è un punto di forza che offre ai ragazzi una crescita armonica e serena. Tuttavia le attenzioni non devono essere dedicati solo agli allievi delle scuole napoletane, ma devono essere dedicate anche ai ragazzi fuoriusciti dal sistema scolastico. Questi ragazzi hanno bisogno di percorsi alternativi di istruzione e formazione sperimentale, nonché di processi di insegnamento e apprendimento diversi da quelli tradizionali.
