Tracciare il presente per immaginare il futuro
Tracciare il presente per immaginare il futuro
Comprendo le ansie di quanti a sinistra guardano alle primarie e ai percorsi di democrazia diretta con sospetto e con preoccupazione temendo ulteriori lacerazioni non dobbiamo aver paura della partecipazione che è il vero sale della democrazia ed è l’antidoto più forte contro le divisioni e le pantomime demagogiche. Ancora una volta il personale politico dei partiti è sordo alla spinta di innovazione, cambiamento e unità che proviene dai cittadini. I partiti del centrosinistra campano non colgono la portata dello straordinario segnale che proviene dalla Puglia, la vittoria di Vendola alle primarie parla a tutto il mezzogiorno e può parlare a tutta l’Italia a patto che la politica e i partiti si liberino dai vincoli del manuale Cencelli, rimettendo al centro il protagonismo sociale. Un ciclo si è chiuso, non è più rinviabile un ricambio profondo, generazionale e culturale, del personale politico. Nuove energie, e nuove idee sono indispensabili per riprendere un cammino di cambiamento che si è evidentemente interrotto. Invece lo schieramento democratico, e insieme ad esso la sinistra, sono asserragliati come l’ultimo samurai e stanno girando le scene di un film già visto dal titolo “La fine dell’impero”. La cronaca di una morte annunciata, la resa senza condizioni alla destra degli amici degli amici, alla destra dei Cesaro, dei Cosentino, allo schieramento razzista e leghista che rappresenta per la Campania il peggiore e il più triste degli epiloghi. Dobbiamo interrompere questo percorso mortale, dobbiamo parlare il linguaggio di Nichi, mettere in campo una fabbrica delle idee, riproporre in Campania la narrazione pugliese, con il coraggio del cambiamento. La sinistra deve partire da qui mettendosi in gioco, non può relegare se stessa al ruolo di spettatore e di tifoso stretta tra l’impero che tramonta e le velleità di un sindaco sceriffo di provincia. L’atto di nascita della sinistra in Campania deve essere una candidatura autonoma alle primarie che sappia liberare energie e gettare le basi di un nuovo progetto in questa regione con il l protagonismo di una nuova generazione di politici, liberi da interessi e da storie troppo lunghe, troppo segnate da giochi di palazzo, lontane dalla vita e dai bisogni di una società che è profondamente cambiata. La sinistra in questo momento ha un compito importante mettere in campo un nuovo cammino, ascoltare la forte richiesta di unità che proviene da territori, e da quella straordinaria risorsa che è la galassia della sinistra di base che oggi chiede una sinistra politica forte unita innovativa e capace di costruire un progetto nuovo. Una sinistra giovane, non solo anagraficamente, giovane nelle idee e nelle pratiche, che sappia coniugare capacità di governo, e le intuizioni del movimento pacifista e no global, la storia e la cultura del movimento operaio. Un’ idea di società laica, fondata sul pieno riconoscimento delle differenze sessuali, sui diritti delle minoranze e dei migranti, sul rispetto delle diversità religiose. Oggi la crisi che viviamo non è solo la crisi della politica, ma è la crisi dell’economia reale, del profilo culturale e morale della società che rischia di veder prevalere i peggiori istinti, gli egoismi e gli interessi di una borghesia compradora, incapace di svolgere il ruolo di guida e di cambiamento, indispensabile per la più importante regione del mezzogiorno, che corre il rischio di essere travolta dall’arretratezza, dal degrado e dalla crisi economica che è diventata una presenza opprimente nella vita quotidiana delle famiglie e dei lavoratori. Una strategia di contrasto della crisi, una nuova programmazione per il progresso, un risoluto passaggio del testimone in tutti i settori, politica, impresa, sindacati,università, ricominciare dalla costruzione di un stato sociale forte e moderno, dal contrasto culturale e militare delle camorre, dalla messa a valore di quella risorsa infinita che è la cultura in Campania, che rappresenta, la vera strada di riscatto che deve essere percorsa sia sul terreno educativo, sia come opportunità diversa di crescita. Queste devono essere le priorità della sinistra: Sinistra, ecologia e libertà, IDV, Partito socialista, Rifondazione – PDCI su questo, devono lanciare un cantiere unitario, il primo passo, può essere quello di proporre per le primarie di coalizione una candidatura autonoma e autorevole e tre idee forza per la Campania del futuro, cominciando così a parlare il linguaggio di Nichi.
