Archive for novembre, 2010

UNIVERSITA AL COLLASSO

Posted in Welfare  by potlatch | novembre 30th, 2010

Solo uno Stato di polizia reprime con la violenza le proteste degli studenti. Le notizie che arrivano in particolare da Roma preoccupano non poco rispetto allo stato di salute della democrazia in Italia. La tensione e gli scontri sono causati dall’arroganza del Ministro Gelmini che rifiuta ogni tipo di confronto, così come dalle provocazioni che arrivano dallo stesso Presidente del Consiglio quando sostiene che i veri universitari starebbero a casa a studiare, mentre in piazza ci sarebbero solo gli antagonisti dei centri sociali. Il Governo non costringa tutta Italia a salire sui tetti e le gru come sta avvenendo in tante parti del Paese. Bisogna aprire strade di dialogo e confronto, a partire dagli universitari che chiedono  investimenti seri sulla formazione e ricerca italiana, strada fondamentale per lo sviluppo, e rifiutano lo smantellamento del sistema universitario pubblico. La riforma Gelmini è pericolosa perché mette a rischio l’autonomia dei ricercatori e dei docenti. La battaglia degli universitari e dei ricercatori è una giusta rivolta che va sostenuta.

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EFFETTO BALOTELLI

Posted in Migranti  by potlatch | novembre 26th, 2010

Uno studio commissionato dal Comune sull´integrazione rivela i disagi degli extracomunitari nati in città. Un giovane su 4 vuole tornare nel paese di origine: “Paura del razzismo”

di ILARIA URBANI

“Effetto Balotelli”. I ricercatori del centro studi La Maieutica, ricorrono all’attaccante del Manchester City, destinatario dei cori razzisti dei tifosi avversari, per rappresentare il desiderio di un giovane immigrato su quattro (22.7 per cento) che vive a Napoli, ma vuole tornare nel paese di origine dei genitori per sottrarsi al razzismo e ricongiungersi con le proprie radici. “Non sopportiamo la xenofobia come hanno fatto i nostri genitori”, dicono. Il dato emerge da “Liberi tra due mondi”, ricerca realizzata da La Maieutica, diretto da Antonio De Filippo, nell’ambito del laboratorio omonimo di integrazione sociale e culturale. L’iniziativa, commissionata dall’assessorato comunale alle Politiche sociali, viene presentata oggi alle 11.30 a Palazzo San Giacomo. L’indagine è un’analisi psicosociologica delle modalità di integrazione su un campione di 200 adolescenti stranieri tra i 13 e i 18 anni di dodici nazionalità diverse. Ragazzi di prima generazione non accompagnati o nati in Italia da genitori stranieri, avvicinati da mediatori culturali tra piazza Dante, piazza Cavour, piazza Garibaldi, la moschea di piazza Mercato e Capodimonte.

La ricerca, coordinata da Grazia Cappellacci, valuta parametri finora poco considerati: fruizione del tempo libero, rapporto emotivo con il paese di origine, diversi stili di vita tra prime e seconde generazioni, la progettualità personale e le relazioni con il quartiere. Richiamando le parole dello scrittore Tahar Ben Jelloun, i ricercatori definiscono i nuovi migranti “generazione involontaria”, “sospesa tra due mondi”. Se il 61.9 per cento conosce la lingua dei genitori, solo il 38.9 per cento ha una buona padronanza dell’italiano. I nordafricani invece hanno difficoltà: l’11.1 per cento non mastica neanche una frase in italiano. Più di un ragazzo su due, (54.4 per cento) ha l’urgenza di proseguire gli studi per completare il sogno “interrotto” dei genitori emigrati. Media superiore a quella dei coetanei italiani.

Per il 38.5 la priorità è avere un lavoro e rendersi indipendenti. Un ragazzo su due frequenta più italiani che connazionali. Su 10 almeno 4 si relazionano solo con coetanei del gruppo di origine. Il 28.5 per cento dichiara di rispettare le persone, ma di non gradire gli zingari perché “sporchi e ladri di bambini”. Nel tempo libero il 70 per cento di nordafricani di prima generazione vede tv, il 35 gioca a calcio, e fa poco uso di internet. Tra i nati in Italia invece almeno il 38 per cento naviga sul web. La maggior parte frequenta solo il quartiere dove vive e solo l’8 per cento frequenta luoghi di aggregazione. I ragazzi immigrati con alcuni napoletani hanno realizzato il cortometraggio “Linea 6″, girato nella metro che collega Fuorigrotta a Mergellina, con la supervisione di Ludovica Andò. Proiezione al cinema Modernissimo oggi alle 15.

http://napoli.repubblica.it/cronaca/2010/11/24/news/ecco_la_generazione_involontaria-9441232/

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Acqua privatizzata e danni alla salute

Posted in Welfare  by potlatch | novembre 26th, 2010

ARSENICO E FLUORO TROVATI NEI COMUNI CON GESTIONE IN MANO ALLE IMPRESE

L’acqua ai privati è un attentato alla salute dei cittadini. Si rimane sconcertati di fronte alle notizie che arrivano da Bruxelles, in relazione all’inquinamento da arsenico e fluoro in 128 comuni italiani. A scorrere la lista di quei comuni salta con evidenza agli occhi che si tratta di territori dove la gestione del servizio idrico è affidata ai privati. Altro che impostazione manageriale e qualità del servizio: quando sono i privati a gestire l’acqua, a rischio c’è addirittura la salute pubblica, oltre che la violazione di un principio fondamentale, vale a dire che l’acqua è un bene primario indispensabile alla vita e su di essa non possono esserci speculazioni economiche di alcun tipo. Tumori alla pelle, ai reni, al colon, al fegato quando si è esposti prolungatamente all’arsenico problemi alle ossa per bambini e anziani quando si assume eccessivamente fluoro. Le conseguenze della presenza di questi elementi chimici al di sopra dei limiti stabiliti dalle leggi nazionali ed europee sono tutt’altro che uno scherzo. Non penso sia un caso che in testa alla classifica dei comuni dove si sono rilevati maggiori concentrazioni ci sia il Lazio, con 91 città e paesini, dove da anni la gestione del servizio idrico è affidata a società miste dove i privati giocano un ruolo di tutto rilievo. Anche in Campania i 14 comuni, dove si è rilevata presenza di fluoro al di sopra dei parametri stabiliti dalla legge, ricadono tutti nell’Ato3 dove pure il servizio idrico integrato è stato privatizzato da anni.

Alla luce di tutto ciò la battaglia per mantenere a Napoli l’acqua in mano pubblica diventa ancora più importante e vitale. E’ una battaglia per tutelare i beni comuni nel loro complesso, a partire dalla salute dei cittadini. Dobbiamo ovviamente tenere conto della recente sentenza della Corte Costituzionale, che ha sancito la rilevanza economica del servizio idrico integrato. E sono convinto che l’unica strada per salvaguardare la gestione pubblica dell’acqua a Napoli sia l’affidamento diretto all’Arin, società partecipata al 100% del Comune, entro il 31 dicembre 2010 e la  contemporanea modifica dello statuto della società in modo da limitare la circolazione delle quote ai soli enti pubblici. La Regione deve assumersi la piena responsabilità della salute dei cittadini, garantendo la gestione pubblica del servizio idrico. Si prepari e approvi al più presto una legge regionale sulla qualità dell’acqua e del servizio idrico integrato che abbia come fondamentale obiettivo la tutela della salute pubblica.

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Migranti e tutela dei diritti

Posted in Migranti  by potlatch | novembre 25th, 2010

Le leggi italiane in tema di immigrazione favoriscono discriminazioni e pregiudizi nei confronti delle popolazioni migranti presenti sui nostri territori, alimentando una cultura razzista e xenofoba che si sta sempre più radicando anche nella nostra città. Quando l’immigrazione viene trattata sempre e soltanto come un problema di ordine pubblico e sicurezza, quando alle persone che vengono da altri Paesi sono negati diritti elementari come quello alla casa e alla salute, si alimentano tensioni sempre più difficili da governare. Senza diritti non esistono né dignità né diritti.

Stamattina abbiamo proseguito l’intensa e proficua collaborazione istituzionale con la Provincia di Napoli e abbiamo illustrato alla delegazione europea le politiche in tema di immigrazione, promosse dal Comune di Napoli, illustrando i principali servizi e attività svolte per i migranti e i percorsi di integrazione ad essi collegati, ricevendo l’apprezzamento della delegazione della Commissione Europea sul razzismo del Consiglio d’Europa.

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