Archive for the ‘Istantanee’ Category

CORTEO ANTIRAZZISTA A NAPOLI

Posted in Istantanee  by potlatch | dicembre 18th, 2011

La manifestazione antirazzista di stamane a Napoli è una importante risposta agli episodi di razzismo che si susseguono in tutto il paese. Il  corteo di oggi  chiedeva una netta condanna di quanto accaduto a Firenze per mano di quello che in troppi hanno definito uno squilibrato, ma che in realtà è un razzista militante appartenente a Casapound, organizzazione eversiva di estrema destra che il ministro degli interni dovrebbe valutare di sciogliere. A Napoli proprio in questi giorni suscita estrema preoccupazione  la condizione in cui vivono  gli 850 rifugiati alloggiati dalla Protezione Civile negli alberghi intorno alla Stazione. Sono abbandonati, senza alcuna assistenza, spesso in condizione igieniche drammatiche, privi anche di assistenza sanitaria. La  discriminazione e la negazione dei diritti civili dei migranti  ha raggiunto nel nostro paese livelli inaccettabili a causa delle politiche razziste e discriminatorie promosse dalla Lega, che hanno generato allarme sociale e violenza, favorendo la clandestinità e aggravando le condizioni materiali di vita dei migranti che ormai vivono nascosti, privati dei più elementari diritti. E’ compito di questo Governo aprire un tavolo nazionale con la partecipazione delle Comunità Migranti, per discutere nuove politiche pubbliche che mettano al centrano coesione, non discriminazione, accoglienza e cittadinanza.

DIMISSIONE DI CALDORO E CESARO AL VOTO SUBITO.

Posted in Istantanee  by potlatch | dicembre 18th, 2011

L’uomo che è stato il king maker della vittoria del PDL alle elezioni regionali, colui che ha incoronato  Caldoro governatore, Nicola Cosentino, noto come Nick o’mericano, a Natale potrebbe andare in carcere. Cosentino è accusato dai PM Napoletani di essere il referente politico nel Parlamento Italiano  del clan dei casalesi. Il coordinatore regionale del PDL sarebbe in buona sostanza il luogotenente di Michele Zagaria, l’uomo che nel dimissionato governo Berlusconi prima, in parlamento e in Regione Campania tuttora, avrebbe il compito di prendersi cura degli interessi dei clan.Se Cosentino sarà riconosciuto colpevole o meno è un fatto di giustizia, ma la circostanza, rivelata dagli inquirenti, che numerosi esponenti dei clan oggi in carcere lo ritengano il proprio rappresentante questo è un fatto politico. Quello che sconcerta è l’indifferenza della  politica campana e in particolare del centrosinistra. Di fronte ad uno scenario come questo sarebbe necessario dire con chiarezza che nella nostra Regione siamo in presenza di una vera e propria emergenza democratica, che questi anni di governo di Cosentino,Caldoro e Cesaro non sono trascorsi senza danni, ma che è in corso una infiltrazione profonda nell’ente  Regione e nell’ ente Provincia  da parte degli interessi criminali. Ci sono uomini, controllati o contigui a gomorra, che in questi ultimi anni di governo sono penetrati nelle macchine amministrative di Regione e Provincia? Quali e quanti sono i legami che si sono sviluppati con aziende o interessi che bordeggiano gli ambienti criminali? Come è stata orientata la spesa pubblica, verso quali soggetti? Quali e quanti atti di programmazione urbanistica sono stati adottati sotto l’influenza di interessi camorristici? Il blocco totale dei pagamenti della Regione Campania, caso unico in Italia, è frutto della crisi di liquidità che nella nostra Regione è di portata straordinaria o le operazioni di smobilizzo crediti che ne sono derivate possono nascondere altro? A fornire la liquidità per lo smobilizzo dei crediti, sono primarie banche nazionali ed europee o sono società finanziarie di non bene identificata natura, che spuntano come funghi e  che pagano  le aziende cedenti utilizzando una Banca che ha sede ad Aversa? Queste cessioni di credito vengono gestite da advisors o dall’ Avvocato Esposito di turno? E’ opportuno, è lecito farsi queste domande? Può la politica fingere di ignorare quello che potrebbe essere accaduto? Si può continuare in nome di un presunto bon ton istituzionale a non aprire un dibattito su quello che va fatto subito, perchè quanto potrebbe essere già accaduto non  peggiori diventando irreversibile? Come può pensare il centrosinistra Regionale di sostituirsi all’attuale maggioranza PDL – UDC per continuare a sostenere Caldoro presidente della Regione Campania? Le quotazioni di questa ipotesi, purtroppo, aumentano giorno dopo giorno e  spiegano le ragioni di una opposizione così sbiadita al mal governo di centrodestra che sta danneggiando il sistema produttivo regionale e abbandonando le famiglie Campane ai morsi della crisi. Altro che cambio di maggioranza, altro che governo regionale di tecnici in salsa campana. Se il PD e il centrosinistra optassero per una simile ipotesi, tra l’altro con un parlamento regionale in cui diversi consiglieri sono indagati o addirittura arrestati per reati che vanno da concorso in associazione mafiosa a truffa e corruzione, sarebbe come chiudere gli occhi sul  possibile inquinamento, che oggi richiede una cesura e un voto che interrompa con nettezza questo processo. Diversamente il rischio è che si determini una irrimediabile confusione tra istituzioni e clan, tra economia sana e interessi criminali, tra il giorno e la notte. Il Centrosinistra deve prendere atto della gravità della situazione, del rischio che la comunità regionale sta correndo, e chiedere, con forza, le dimissioni di Caldoro e Cesaro, usando ogni arma possibile, l’ostruzionismo e anche la diserzione sistematica delle sedute di consiglio regionale e provinciale, perché si volti pagina. Lo stesso Caldoro ha una sola strada per allontanare le ombre che si addensano sulla sua esperienza, per  dimostrare di essere, davvero, estraneo agli interessi dei Casalesi e di Nicola Cosentino con il quale fino ad oggi ha governato in condominio: dimettersi, e favorire un immediato rinnovo del consiglio regionale della Campania recidendo i legami che gli uomini di Cosentino hanno messo in piedi in questi anni. Impedendo così che il giorno e la notte si confondano definitivamente.

ACQUA PUBBLICA VITTORIA A BERLINO

Posted in Istantanee  by potlatch | febbraio 21st, 2011

Il referendum popolare di domenica scorsa si è chiuso con una vittoria che ha sfiorato l’unanimità: il 98,2 per cento dei cittadini vuole che la Berliner Wasserbetriebe sia gestita esclusivamente dal Comune

di Andrea Bertaglio

Anche a Berlino l’acqua torna pubblica. A deciderlo una consultazione popolare che ha chiesto ai cittadini della capitale tedesca, domenica 13 febbraio, di dire “sì” o “no” alla proposta di togliere la gestione dell’acqua ai privati.
Se in Italia si deve ancora votare sulla questione della privatizzazione dei servizi idrici, e se in una città come Parigi è già stato deciso da parecchio tempo di renderli nuovamente pubblici, oggi anche Berlino ha deciso che non si possono più associare speculazioni e profitti ad un bene di primaria importanza come l’acqua. I berlinesi hanno infatti votato “sì” al referendum per l’annullamento della privatizzazione parziale della società di gestione dei servizi idrici. Una vittoria a dir poco schiacciante: su oltre 678.000 elettori, il 98,2%, ha votato a favore di un’inversione di marcia, rivendicando anche una maggiore trasparenza dei contratti.
«Un bene essenziale come l’acqua non può essere fonte di profitto, vogliamo che torni in mano pubblica», ha dichiarato il portavoce del Comitato promotore, Thomas Rodek. E così sarà. Quello del referendum berlinese è stato un trionfo dei sì: ne servivano almeno 616.571, e ne sono arrivati 665.713. Andreas Fuchs, il cassiere del comitato referendario, commenta: «Ci speravo, ma non me l’aspettavo più, vista la scarsa affluenza in mattinata». Ed aggiunge: «È la prova che si può fare molto anche con pochi mezzi». Pochi mezzi davvero, dato che il comitato disponeva di soli 12 mila euro per organizzare tutto: soldi ottenuti interamente da donazioni (mentre gli organizzatori del fallito referendum sulla religione a scuola di due anni fa avevano raccolto centinaia di migliaia di euro).
La richiesta riguardava la pubblicazione integrale del contratto con cui nel 1999 la capitale tedesca, cercando di fare cassa, decise di vendere alle società Rwe e Veolia il 49,9% dell’azienda dei servizi idrici comunali, la Berliner Wasserbetriebe. Un contratto di cui solo nel novembre del 2010 i promotori del referendum hanno ottenuto la pubblicazione da parte del municipio berlinese: 700 pagine che illustrano il processo di privatizzazione parziale. Un dossier che mostra come la città abbia garantito alti margini di guadagno alle due imprese interessate, Rwe e Veolia. Che, nell’arco di dieci anni, hanno incassato più utili dell’intera città di Berlino: 1,3 miliardi contro 696 milioni. Ora l’obiettivo del comitato referendario resta quello di riportare completamente la Berliner Wasserbetriebe in mani pubbliche. Evitando possibilmente di replicare quanto successo nella vicina Potsdam, dove, nonostante la società di gestione dei servizi idrici sia stata rimunicipalizzata dieci anni fa, i prezzi hanno continuato a salire. E a far pagare oggi un metro cubo d’acqua più che a Berlino (5,82 euro).
In una domenica compresa tra il 15 aprile ed il 15 giugno gli italiani si potranno esprimere sul quesito riguardante l’abrogazione del decreto Ronchi, col quale nel 2009 è stato sancito che il servizio idrico non potrà più essere gestito da società pubbliche, ma solamente affidato a società che sono o totalmente private, o possedute da privati per almeno il 40%. Il secondo quesito riguarda invece la cancellazione del “Codice dell’ambiente”, una norma che prevede una quota di profitto sulla tariffa per il servizio idrico, la cosiddetta “remunerazione del capitale investito”.
Secondo i detrattori italiani dei referendum sull’acqua “privatizzare non può che migliorare la qualità dei servizi”. Per i sostenitori del referendum di Berlino, invece, in seguito alla privatizzazione parziale dei servizi idrici comunali i prezzi dell’acqua sono aumentati del 35%, collocandosi fra i più alti di qualsiasi altra città tedesca. A Berlino un metro cubo d’acqua costa 5,12 euro, a Colonia 3,26. Teniamolo ben presente, quando questa primavera ci recheremo a votare. Ce lo ricorda anche Dorothea Härlin, del comitato referendario berlinese, che sottolinea l’importanza internazionale del successo registrato nelle urne il 13 febbraio, ricordando che «non soltanto i berlinesi, ma i cittadini di tutto il mondo si battono per l’acqua».

Andrea Bertaglio

Link all’articolo:

http://www.ilribelle.com/la-voce-del-ribelle/2011/2/18/acqua-berlino-da-lesempio-free.html

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CANDELORA A MONTEVERGINE

Posted in Istantanee  by potlatch | gennaio 26th, 2011

CANDELORA A MONTEVERGINE, ABATE CONTRO GAY E LUXURIA

Sono discriminazioni gravi quelle che arrivano dall’abate don Beda Paluzzi, con queste parole la Chiesa si chiude su posizioni oltranziste e scardina uno dei principi base del cristianesimo: l’accoglienza verso tutti e l’apertura al diverso. E’ la Chiesa a sostenere che l’amore di Dio è universale, ma evidentemente per l’abate Paluzzi l’universo a un certo punto si ferma. Sono 9 anni che le associazioni a tutela dei diritti di gay, lesbiche e transgender si ritrovano a dover combattere con la chiusura del Santuario di Montevergine nei confronti di una tradizione antica che affonda le sue radici nei secoli: quella dei ‘femminielli’ protetti dalla Mamma schiavona, la Madonna Nera loro patrona, che le rendono omaggio in occasione della Candelora. E da 9 anni la loro è stata una festa allegra, gioiosa, piena di amore e rispetto, lo stesso rispetto che oggi viene nuovamente negato da un abate chiuso al mondo. Grazie a questo movimento si è creata  una nuova occasione per riflettere sui diritti civili di tutti e tutte, come lo sono stati e continuano ad esserlo le iniziative che il Comune di Napoli ha promosso contro ogni tipo di discriminazione.