WELFARE NAPOLI 2007-2009
Abbiamo scelto a conclusione del triennio di programmazione sociale di pubblicare la rendicontazione sociale e finanziaria di tutta la spesa sociale che il Comune di Napoli del triennio 2007/2009 che da pochi mesi ha concluso i suoi effetti. Abbiamo scelto di pubblicarla con un notevole livello di dettaglio perché abbiamo pensato, che sia necessario assicurare grande chiarezza su come vengono spesi i soldi dei cittadini, così che tutti possano esprimere le proprie valutazioni ed anche le proprie critiche. Oggi il sistema di Welfare del Comune di Napoli, che in questi anni grazie all’impegno di tante operatrici e operatori pubblici e privati e del Terzo Settore napoletano ha fatto passi da gigante, dimostrando di essere capace di rispondere ad una domanda sociale cresciuta drammaticamente per la crisi attraversa una fase molto difficile determinata dalla crisi di liquidità che vive la pubblica amministrazione, che genera ritardi di pagamenti, che nel comune di Napoli hanno raggiunto livelli inaccettabili. La crisi di liquidità è frutto dei tagli indiscriminati che questo governo ha fatto colpendo duramente i trasferimenti degli enti locali nell’ultimo triennio il Comune perde circa 200 milioni in termini di trasferimenti erariali. La crisi di liquidità è frutto della scelta scellerata, fatta solo per propaganda elettorale, di abolire l’ICI, scelta che ha indebolito tragicamente le casse dei comuni, senza produrre alcun significativo beneficio per i cittadini.
La crisi economica non può essere pagata dalla parte più debole della società, e dalle famiglie è assurdo: tagliare, in tempi di crisi, il Fondo Nazionale Politiche Sociali portandolo, in tre anni, da un miliardo a 392 milioni, ridurre il fondo nazionale per la non autosufficienza a soli 30 milioni di euro, cancellare il fondo nazionale per la lotta alla droga ed il fondo nazionale per i migranti. È una scelta sciagurata che metterà in ginocchio i servizi di inclusione sociale e socio sanitari nella città di Napoli che vive un disagio senza precedenti. Per queste ragioni chiediamo al governo nazionale di riportare il Fondo per le politiche sociali a 1 miliardo di Euro,chiediamo inoltre al governo, di adottare con decreto di urgenza una norma che renda la spesa sociale libera dai vincoli di bilancio e dal Patto di Stabilità. Per affrontare la crisi del Welfare a Napoli che potrebbe determinare il blocco dei servizi chiediamo alla Regione Campania: di attivare subito una rinnovata collaborazione istituzionale che conduca in tempi brevissimi, allo sblocco delle risorse europee del Protocollo per il Welfare 50 mln di euro, allo sblocco delle risorse della legge 328/00 8 mln di euro dedicate al Comune di Napoli, ed a tutti i comuni e a lavorare insieme per sollecitare gli istituti di credito a sostenere il terzo settore napoletano. Di fronte alla crisi che attraversa il Welfare in Regione Campania, va messa al bando ogni forma di polemica politica e di battaglie di parte per questo facciamo appello alla Regione Campania per aprire congiuntamente al Comune di Napoli un lavoro sinergico che ci consenta di assicurare continuità alle prestazioni socio sanitarie ed educative.
La crisi del Terzo Settore è una questione che deve riguardare l’intera comunità e tutte le istituzioni a prescindere del colore politico. Non siamo alla ricerca di colpe e responsabilità, né siamo interessati al gioco dello scaricabarile, né intendiamo sottrarci alle nostre responsabilità politiche, ma pensiamo che oggi scongiurare la crisi dei servizi sociali del Comune di Napoli sia un impegno al quale nessuno deve sottrarsi. In questi giorni abbiamo pagato circa 6 milioni di euro di risorse afferenti il fondo nazionale per le politiche sociali e circa 2,4 milioni di fondi destinati alle case famiglia. Nei prossimi giorni il Comune di Napoli, che non intende sottrarsi alla proprie responsabilità, farà ogni sforzo possibile per arrivare entro il 30 gennaio a pagare ulteriori risorse e ad assicurare il sostegno del Sistema bancario al Terzo Settore , chiediamo alla Regione Campania aiuto, chiediamo di non essere lasciati soli. Oggi c’è bisogno di tempestività, di massima collaborazione istituzionale e di grande senso di responsabilità nei confronti delle famiglie, dei cittadini e dei lavoratori. Il confronto politico ed anche lo scontro lasciamolo alla campagna elettorale, oggi dobbiamo prenderci cura della nostra comunità, saranno poi gli elettori a giudicare e la corte dei conti a valutare la correttezza dei comportamenti.
I dati che emergono dalla commissione per l’attuazione del federalismo fiscale parlano per l’immediato futuro di tagli pesantissimi ai danni dei Comuni del Sud. Napoli perderà secondo i dati della COPAFF( commissione per l’attuazione del federalismo fiscale) circa 400 milioni di euro . Questo determinerà l’azzeramento della spesa sociale con la conseguente cancellazione dei servizi di inclusione sociale e un danno in termini occupazionali incommensurabile. Anche su questo c’è bisogno di aprire un dibattito nella Città di Napoli e le istituzioni devono guardare al Federalismo Fiscale con gli occhi degli uomini del Sud ed aprire una battaglia perché, quelle che sono vere e proprie politiche di rapina dal taglio decisamente predatorio e anti – meridionale, possano essere modificate con senso di equilibrio e responsabilità, con l’obiettivo di preservare i sistemi di Welfare e protezione sociale. In Campania si contano circa 630 mila anziani non autosufficienti, 25 mila persone tossicodipendenti, 156 mila disabili, 46 mila sofferenti psichici, un milione di bambini non possono essere queste persone a fare i sacrifici che la crisi impone, e di cui tutti devono farsi carico. Solo a Napoli sono in condizioni di estrema povertà oltre 34mila famiglie: una su dieci. Di queste una su quattro non riesce a pagare nemmeno le spese mediche. Questa è solo una delle ragioni che avevano spinto il vecchio legislatore a stabilire livelli di trasferimenti statali, a favore della Città di Napoli, più alti della media nazionale. Dove vuole portare il sud il nuovo legislatore federalista? Il federalismo fiscale è uno strumento che trasferisce spesa pubblica dal sud al nord del paese, che mette seriamente in crisi la coesione sociale e rischia di consegnare una parte importante d’Italia, il sud, nelle mani delle mafie.
link alla documentazione scaricabile :
http://www.napolicittasociale.it/doceboCms/news/2_9/1594/
Welfare,_l%E2%80%99assessore_Riccio_presenta_resoconto_2007_2009.html
