DIMISSIONE DI CALDORO E CESARO AL VOTO SUBITO.
L’uomo che è stato il king maker della vittoria del PDL alle elezioni regionali, colui che ha incoronato Caldoro governatore, Nicola Cosentino, noto come Nick o’mericano, a Natale potrebbe andare in carcere. Cosentino è accusato dai PM Napoletani di essere il referente politico nel Parlamento Italiano del clan dei casalesi. Il coordinatore regionale del PDL sarebbe in buona sostanza il luogotenente di Michele Zagaria, l’uomo che nel dimissionato governo Berlusconi prima, in parlamento e in Regione Campania tuttora, avrebbe il compito di prendersi cura degli interessi dei clan.Se Cosentino sarà riconosciuto colpevole o meno è un fatto di giustizia, ma la circostanza, rivelata dagli inquirenti, che numerosi esponenti dei clan oggi in carcere lo ritengano il proprio rappresentante questo è un fatto politico. Quello che sconcerta è l’indifferenza della politica campana e in particolare del centrosinistra. Di fronte ad uno scenario come questo sarebbe necessario dire con chiarezza che nella nostra Regione siamo in presenza di una vera e propria emergenza democratica, che questi anni di governo di Cosentino,Caldoro e Cesaro non sono trascorsi senza danni, ma che è in corso una infiltrazione profonda nell’ente Regione e nell’ ente Provincia da parte degli interessi criminali. Ci sono uomini, controllati o contigui a gomorra, che in questi ultimi anni di governo sono penetrati nelle macchine amministrative di Regione e Provincia? Quali e quanti sono i legami che si sono sviluppati con aziende o interessi che bordeggiano gli ambienti criminali? Come è stata orientata la spesa pubblica, verso quali soggetti? Quali e quanti atti di programmazione urbanistica sono stati adottati sotto l’influenza di interessi camorristici? Il blocco totale dei pagamenti della Regione Campania, caso unico in Italia, è frutto della crisi di liquidità che nella nostra Regione è di portata straordinaria o le operazioni di smobilizzo crediti che ne sono derivate possono nascondere altro? A fornire la liquidità per lo smobilizzo dei crediti, sono primarie banche nazionali ed europee o sono società finanziarie di non bene identificata natura, che spuntano come funghi e che pagano le aziende cedenti utilizzando una Banca che ha sede ad Aversa? Queste cessioni di credito vengono gestite da advisors o dall’ Avvocato Esposito di turno? E’ opportuno, è lecito farsi queste domande? Può la politica fingere di ignorare quello che potrebbe essere accaduto? Si può continuare in nome di un presunto bon ton istituzionale a non aprire un dibattito su quello che va fatto subito, perchè quanto potrebbe essere già accaduto non peggiori diventando irreversibile? Come può pensare il centrosinistra Regionale di sostituirsi all’attuale maggioranza PDL – UDC per continuare a sostenere Caldoro presidente della Regione Campania? Le quotazioni di questa ipotesi, purtroppo, aumentano giorno dopo giorno e spiegano le ragioni di una opposizione così sbiadita al mal governo di centrodestra che sta danneggiando il sistema produttivo regionale e abbandonando le famiglie Campane ai morsi della crisi. Altro che cambio di maggioranza, altro che governo regionale di tecnici in salsa campana. Se il PD e il centrosinistra optassero per una simile ipotesi, tra l’altro con un parlamento regionale in cui diversi consiglieri sono indagati o addirittura arrestati per reati che vanno da concorso in associazione mafiosa a truffa e corruzione, sarebbe come chiudere gli occhi sul possibile inquinamento, che oggi richiede una cesura e un voto che interrompa con nettezza questo processo. Diversamente il rischio è che si determini una irrimediabile confusione tra istituzioni e clan, tra economia sana e interessi criminali, tra il giorno e la notte. Il Centrosinistra deve prendere atto della gravità della situazione, del rischio che la comunità regionale sta correndo, e chiedere, con forza, le dimissioni di Caldoro e Cesaro, usando ogni arma possibile, l’ostruzionismo e anche la diserzione sistematica delle sedute di consiglio regionale e provinciale, perché si volti pagina. Lo stesso Caldoro ha una sola strada per allontanare le ombre che si addensano sulla sua esperienza, per dimostrare di essere, davvero, estraneo agli interessi dei Casalesi e di Nicola Cosentino con il quale fino ad oggi ha governato in condominio: dimettersi, e favorire un immediato rinnovo del consiglio regionale della Campania recidendo i legami che gli uomini di Cosentino hanno messo in piedi in questi anni. Impedendo così che il giorno e la notte si confondano definitivamente.

gennaio 12th, 2012 at 05:36
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