Lavoratori del Teatro San Carlo in piazza
La riforma dei teatri lirici, fatta passare con un decreto legge, non è condivisibile. Le norme approvate, senza alcun confronto con le parti sociali e con i lavoratori, riguardano il futuro di alcune tra le più importanti istituzioni culturali del paese tra cui il San Carlo. Norme di così grande rilievo dovevano essere affrontate dal parlamento italiano e non con procedure d’urgenza che non tengono in alcun conto le esigenze reali del settore. Il decreto Bondi cancella con un sol colpo il ruolo dei Sindacati, penalizza i lavoratori di questo importante comparto, blocca ogni processo di rinnovamento del personale, oggi quanto mai necessario, mortificando la professionalità di chi lavora nelle fondazioni, mettendo a repentaglio centinaia di posti di lavoro, chiudendo la porta alle giovani generazioni, introducendo prepotentemente il precariato, continuando ad alimentare condizioni di lavoro precario. Siamo vicini alle lavoratrici e ai lavoratori del Teatro San Carlo che stamane hanno manifestato contro il decreto Bondi. Chiediamo al Ministro di rivedere il decreto e di prevedere un forte investimento dello Stato sul settore della cultura e dello spettacolo. Dopo la riforma della scuola, quella dell’università, i tagli alla ricerca il Governo Berlusconi sta definitivamente distruggendo il sistema di produzione culturale nel nostro Paese relegando l’Italia agli ultimi posti per investimenti in cultura e formazione.
