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Muro di gomma

Posted in Istantanee  by potlatch | novembre 20th, 2010

C’è un muro di gomma che va squarciato a Napoli, come nel resto d’Italia. Per farlo ci vuole coraggio. E’ il muro, dall’aspetto invalicabile che si  è alzato tra politica e società civile, una distinzione che non ha alcun  fondamento condiviso perché presuppone l’idea che chi si occupa della gestione della cosa pubblica sia distinto e spesso distante dalla realtà. Un’idea sbagliata che si è, però, radicata nel tempo per responsabilità di entrambe le parti: da un lato, la politica non ha favorito processi di inclusione, arroccandosi spesso in posizioni autoreferenziali e con modalità respingenti, dall’altro la società civile ha guardato con diffidenza  le forme tradizionali della politica considerandole qualcosa con cui “non sporcarsi le mani”. Del resto, vedere che il capo campano del partito di maggioranza al Governo del Paese è Nicola Cosentino, condannato agli arresti per concorso esterno in associazione camorristica e salvato dal voto di un Parlamento ormai assai poco onorevole, o che la Provincia di Napoli è governata da Luigi Cesaro, personaggio sì scagionato dai Tribunali, ma le cui vicinanze ai clan del vesuviano sono state stigmatizzate dagli stessi giudici che lo hanno assolto, non aiuta ad accorciare la distanza tra politica e società. Ma la politica è e deve essere altro. Il centrosinistra ha il compito di dimostrarlo e davanti a sé ha l’occasione per farlo: le primarie per la scelta del candidato sindaco della città di Napoli. Gustavo Zagrebelsky  ha ricordato recentemente che “tra tutti i regimi politici, la democrazia è l’unico che presuppone amicizia tra governanti e governati, perché solo la democrazia vive e si alimenta di un circuito di reciproca fiducia che può esistere solo a condizione che i governanti non si costituiscano in classe separata, solo a condizione che i cittadini comuni non li vedano come cosa diversa da sé”. Il centrosinistra a Napoli deve avere il coraggio di usare le primarie come strumento vero per promuovere una nuova partecipazione. Non può commettere l’errore di farle apparire ed essere un regolamento di conti interni a una classe politica  lontana  dalla città. una città disillusa, dove l’emergenza rifiuti torna per l’ennesima volta, dove il disagio sociale, economico e occupazionale tocca punte di vera disperazione senza che né il Governo né la Regione se ne facciano carico, c’è bisogno di speranza. Il volto che, a mio avviso, incarna meglio questa speranza è quello di Raffaele Cantone, magistrato anticamorra che ha dimostrato  nel tempo cosa significa servire lo Stato concretamente, con grande rigore e coraggio, con sobrietà e senza cedere al  circo mediatico giudiziario di questi anni.

A Napoli Cantone, confermerebbe la linea dell’onestà e della trasparenza del nostro attuale Sindaco e  potrebbe rianimare la società civile, accorciare la distanza con la politica, dandole una scossa e aiutandola finalmente ad aprirsi a quello straordinario potenziale serbatoio di energie che è la società. Non per colonizzarla, ma per trarne, rispettandone la libertà, gli impulsi vitali. La candidatura di Raffaele Cantone alle primarie del centrosinistra sarebbe un bello squarcio in quel muro di gomma attraverso il quale fare irrompere sulla scena politica  a Napoli e nel Sud un progetto nuovo di cambiamento e un rinnovato protagonismo sociale. In queste ore la  coalizione di centro sinistra deve aprirsi e lavorare e favorire questa scelta.  Mi auguro che in tutti ci sia il coraggio necessario per compierla.

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